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Aggiornato il 12 Febbraio 2025 da Luca Massari

Come Regolare la Saldatrice a Elettrodo – Consigli Utili

Indice

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  • Perché è importante impostare correttamente gli Ampere
  • Leggere l’etichetta degli elettrodi
  • Calibrare la saldatrice – Da dove partire
  • Differenze tra elettrodi rutilici, basici e altri tipi
  • Quanto incide lo spessore del pezzo
  • Strategie per ottimizzare la regolazione
  • L’importanza di un buon avvio dell’arco
  • Come capire se i parametri sono giusti – Segnali visivi e tattili
  • Non solo Ampere: altre variabili da considerare
  • Conclusioni

Saldare con l’elettrodo rivestito è un’arte antica che, nonostante l’avvento di macchine più sofisticate, continua a essere fondamentale in molti contesti. D’altronde, una saldatrice a elettrodo (o MMA, Manual Metal Arc) rimane la scelta preferita di tanti professionisti e hobbisti perché unisce semplicità e versatilità. Però, sai cosa? Il segreto per ottenere cordoni di buona qualità sta soprattutto in una corretta regolazione della potenza. Ecco allora una guida passo-passo su come impostare il tuo macchinario e quali parametri valutare prima di avviare l’arco.

Perché è importante impostare correttamente gli Ampere

Prima di immergerci nei dettagli tecnici, è bene chiarire il motivo per cui serve regolare con attenzione l’amperaggio. Ogni elettrodo rivestito richiede uno specifico range di corrente per fondersi adeguatamente. Se stai troppo basso, l’elettrodo non si scioglie correttamente, rendendo la saldatura debole e mal definita. Se sali troppo, avrai un arco eccessivamente violento, con spruzzi fastidiosi e il rischio di danneggiare sia il pezzo sia l’elettrodo stesso.

Inoltre, una regolazione sbagliata compromette l’angolo di penetrazione del bagno di saldatura. Con poca corrente, il cordone risulta superficiale; con troppa, rischi di bucare il pezzo. Ecco perché, se vuoi realizzare un lavoro pulito, è cruciale dedicare qualche minuto alla scelta dell’amperaggio giusto.

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Leggere l’etichetta degli elettrodi

Magari ti stai chiedendo: “Come so di quanti Ampere ho bisogno per un certo tipo di lavoro?” In realtà, l’alleato più fedele si trova spesso… sulla scatola degli elettrodi! Per esempio, se utilizzi gli E6013 (quelli rutilici più comuni) dal diametro di 2,5 mm, noterai che sull’etichetta compare un range consigliato, tipo 60–90 Ampere. Ciò significa che al di sotto dei 60 A l’elettrodo non fonde in modo soddisfacente, mentre superando i 90 A tendi ad avere spruzzi eccessivi.

Naturalmente, ogni produttore stabilisce un intervallo: alcuni brand indicano 70–100 A, altri 60–90 A, altri ancora forniscono addirittura più di un suggerimento (ad esempio 60–75 A per la posizione orizzontale e 75–90 A per la posizione verticale). Il concetto resta però lo stesso: la scatola ti offre una traccia di partenza. Leggila sempre con attenzione.

Suggerimento pratico: se non trovi indicazioni precise, è utile contattare il tuo rivenditore o perfino la casa produttrice. Spesso hanno schede tecniche pronte all’uso, ed è meglio chiedere subito piuttosto che buttare tempo ed elettrodi a vuoto.

Calibrare la saldatrice – Da dove partire

Fammi spiegare: le macchine più tradizionali hanno una manopola che regola l’intensità di corrente. Altre, specialmente quelle a inverter, dispongono di un display digitale che consente di impostare il valore di Ampere con maggior precisione. Se la tua saldatrice ha un amperometro integrato, puoi basarti sui numeri per individuare la soglia giusta. Se invece è un semplice potenziometro senza indicatori, dovrai fare qualche prova e fidarti dei riferimenti visivi o tattili.

  1. Settaggio iniziale
    Se l’elettrodo consiglia un range di 60–90 A, puoi cominciare da 70–75 A. È una via di mezzo che, nella maggior parte dei casi, ti permette di avvicinarti a un risultato decente.
  2. Prima prova su scarto
    Non lanciarti subito sul pezzo finale. Prendi un ritaglio di lamiera simile a quella che devi lavorare e testa la saldatura. Se la barra fonde con fluidità e l’arco rimane stabile, significa che probabilmente sei sulla buona strada. Se invece il bagno di fusione stenta o la bacchetta si incolla, alza leggermente la corrente. Viceversa, se noti schizzi abbondanti e un cordone troppo largo, riduci un po’ gli Ampere.
  3. Ascolta il suono
    Un criterio empirico è il “canto” dell’arco. Sembra buffo, ma un arco stabile emette un crepitio costante, quasi come friggere bacon. Se il suono si interrompe, è troppo basso. Se scoppietta con schizzi violenti, può essere troppo elevato.

Differenze tra elettrodi rutilici, basici e altri tipi

La E6013 (rutilico) è uno degli elettrodi più usati nel fai da te e in officina, ma sappi che esistono altre tipologie. Ad esempio, i basici (E7018) richiedono spesso un amperaggio leggermente più alto e una certa attenzione al preriscaldo o al mantenimento a bassa umidità. Altri, come gli elettrodi per acciaio inox o per ghisa, hanno intervalli specifici.

In ciascun caso, la regola di base è simile: guarda la scatola, individua il diametro e segui i consigli del produttore. Poi, regola la macchina in base alle tue preferenze e al feedback visivo/uditivo dell’arco. Se cambi tipo di elettrodo, potresti dover cambiare anche la polarità (es. con alcuni basici, si preferisce il positivo in torcia e il negativo a massa, mentre con altri no). Di nuovo, istruzioni e schede tecniche ti guideranno.

Quanto incide lo spessore del pezzo

Un’altra variabile fondamentale è lo spessore del materiale che stai saldando. Se hai un lamierino sottile (1–2 mm), dovrai mantenerti sui limiti inferiori di corrente, altrimenti rischi di forare. Se invece il pezzo è spesso (6–8 mm), puoi osare qualcosa in più, specie se devi fare cordoni multipass (più passate di saldatura sovrapposte).

Tieni conto che, per un elettrodo da 2,5 mm su acciaio spesso, potresti salire anche oltre 100 A, finché la situazione resta sotto controllo. Ricorda, però, che ogni passata deve garantire un bagno di fusione adeguato. Troppa corrente genera penetrazioni violente e spruzzi. Poca corrente ti fa perdere tempo in cordoni deboli.

Strategie per ottimizzare la regolazione

  • Movimento della bacchetta: mentre saldi, cerca di mantenere l’angolo di 70–80° rispetto al pezzo. Se inclini troppo l’elettrodo, la fusione cambia e potresti dover ritoccare gli Ampere.
  • Lunghezza dell’arco: se l’arco è troppo lungo, rischi spessori eccessivi e scarsa protezione del bagno da parte dei gas di disintegrazione del rivestimento. Un arco eccessivamente corto, invece, fa incollare l’elettrodo. Trovare la giusta distanza riduce le correzioni di potenza.
  • Posizioni di saldatura: la regolazione ottimale cambia a seconda che tu stia saldando in piano (PA), verticale (PF), sopratesta (PE) o in angolo. In verticale ascendente o in sopratesta, conviene stare un po’ più bassi di amperaggio, perché la gravità complica il controllo del bagno.
  • Velocità di avanzamento: più veloce sposti la bacchetta, più sottile sarà il cordone. Se avanzi troppo piano, il metallo fuso si accumula. Questo influisce indirettamente sulla percezione della corrente necessaria.

L’importanza di un buon avvio dell’arco

A volte ci si dimentica che il momento iniziale, cioè innescare l’arco, è fondamentale per percepire se l’amperaggio è corretto. Se fatichi ad avviare l’arco, magari sei troppo basso. Oppure, se appena tocchi il pezzo e l’elettrodo schizza via con violenza, potresti essere troppo alto. Nel corso del lavoro, le macchine a inverter possono darti una mano con funzioni come Hot Start (un picco di corrente iniziale) e Anti Stick (che riduce la tensione se l’elettrodo si incolla). Queste feature non sostituiscono una regolazione corretta, ma aiutano a rendere l’esperienza più fluida.

Come capire se i parametri sono giusti – Segnali visivi e tattili

Sai cosa? Un bravo saldatore sviluppa un istinto per “vedere e sentire” la giusta regolazione. Ecco qualche indizio utile:

  1. Bagno di fusione pulito: si forma un piccolo cratere di metallo fuso, non troppo acquoso né troppo denso.
  2. Pochi schizzi: se tutto va bene, gli schizzi non sono eccessivi. Un po’ di proiezioni ci saranno sempre, ma se la saldatura sembra un fuoco d’artificio, c’è qualcosa che non va.
  3. Scoria facile da rimuovere: con gli elettrodi rutilici, la scoria dovrebbe staccarsi quasi da sola, lasciando un cordone liscio. Se si fissa in modo strano o se ci sono buchi, la corrente potrebbe essere fuori range.
  4. Suono costante: come detto, un arco omogeneo produce un suono simile a un friggere costante. Se varia di continuo, o si sentono “botte” improvvise, controlla i parametri.

Non solo Ampere: altre variabili da considerare

Regolare la saldatrice non è solo una questione di corrente. Ci sono altri fattori che possono fare la differenza:

  • Polarità: alcuni elettrodi funzionano meglio con il positivo in torcia (DCEP), altri con il negativo (DCEN). In genere, i rutilici E6013 si saldano bene in entrambe le polarità, ma i basici (E7018) preferiscono spesso DCEP.
  • Classe di tensione: se la tua macchina ha un interruttore per passare da bassa a media o alta tensione, assicurati di scegliere quella appropriata. Non tutte le saldatrici hanno questa opzione, ma per i modelli industriali può essere utile.
  • Stato degli elettrodi: se gli elettrodi sono vecchi, umidi o mal conservati, salderanno male anche se la macchina è tarata alla perfezione.
  • Condizioni ambientali: se saldi all’aperto, il vento o l’umidità potrebbero alterare il risultato. Assicurati di avere un ambiente protetto e lamiere pulite, altrimenti serve più potenza per mantenere un arco stabile.

Conclusioni

Impostare la potenza su una saldatrice a elettrodo non è un’impresa complicata, ma richiede un approccio metodico. Leggere l’etichetta degli elettrodi è il primo passo: ti fornisce un valore di base per capire dove collocarti. Da lì, fai qualche prova su lamiera di scarto e ascolta il suono dell’arco, osservando come si forma il cordone di saldatura.

Regolare gli Ampere è un po’ come scegliere la temperatura giusta per cucinare: devi trovare il livello ideale per cuocere a puntino, senza bruciare tutto. E come in cucina, ci vuole un pizzico di esperienza e la pazienza di accettare qualche errore iniziale.

La pratica costante è la migliore maestra. Ogni elettrodo ha le sue preferenze, ogni macchina ha la sua “personalità.” Più passate fai, più diventi abile a cogliere quei segnali sottili che ti dicono: “Ok, è tutto in ordine.”

Se dovessi avere dubbi, non dimenticare che i produttori di elettrodi (o i rivenditori) sono un’ottima risorsa. Spesso dispongono di tabelle dettagliate su diametro e range consigliato, e possono darti qualche dritta in più. Oppure, ci sono forum e community di saldatori che condividono esperienze, trucchi e soluzioni a problemi specifici.

In definitiva, sapere regolare la saldatrice a elettrodo vuol dire prendersi cura di ogni dettaglio: la scelta dell’elettrodo, la potenza impostata, la polarità, la pulizia del pezzo. Eppure, appena trovi il tuo equilibrio, la soddisfazione di realizzare un cordone uniforme e solido è impagabile. Perché, diciamocelo, vedere due pezzi di metallo che diventano uno, grazie al calore dell’arco e a un po’ di manualità, è un piccolo miracolo di ingegno e creatività.

Filed Under: Come Saldare

About Luca Massari

Sono un saldatore ad elettrodo e filo con 15 anni di esperienza nel campo della metalmeccanica e carpenteria pesante.

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